Nella casa di Annamaria Sbisà libreria, sala da pranzo e salone sono delimitati da vetrate scorrevoli, per potersi aprire in un unico ambiente, creando un visionario loft d’epoca. Ph Guido Taroni

A Porta Venezia Annamaria Sbisà ha trovato la casa dei suoi sogni. In un palazzo del 1913 ha ideato il suo appartamento di 200 metri quadrati partendo dai primi del 900: ha immaginato un interno leggero, con i colori acqua dei kimoni e un dialogo continuo tra elementi originali del passato e scaffalature industriali, pezzi unici di design contemporaneo e raffinati stucchi antichi.

Come in un gioco di scatole cinesi ogni ambiente sembra contenere un altro ambiente, anche grazie all’idea di lasciare spalancate le porte di passaggio, quasi a creare un loft antico. Milano, fuori dalle finestre, è in perfetto equilibrio con gli interni: «Guai se la casa non permettesse al tessuto urbano di entrare. Io Milano la voglio sentire nel salotto», dice Annamaria Sbisà.

Scoprite il servizio a pagina 164 di AD di aprile, ora in edicola. Foto di Guido Taroni con un testo di Marco Missiroli.

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