Masserie Tratturi, Murgia, courtesy Epoque&Co.
Il centro di Altamura, courtesy N.E.W.S. Group
La Cattedrale di Altamura, courtesy Mito Home
Altamura, ph. Nino Cammisa, courtesy Giovanni Cristallo
La campagna della Murgia, courtesy Nicoline
Il territorio murgiano, courtesy Maxdivani

Rocce e cielo, con sprazzi di mare e distese d’ulivi: è il panorama che ci accoglie in Puglia, una terra modellata nella pietra fin dalla preistoria. Dalle cave paleolitiche di selce sul Gargano al meraviglioso Barocco leccese, questo materiale ha impresso la sua impronta indelebile sul paesaggio: dai palazzi storici alle masserie, dai muretti a secco ai trulli, dai castelli agli edifici contemporanei.

UNA TRADIZIONE SECOLARE

L’estrazione e la lavorazione della pietra hanno origini antichissime in Puglia: hanno dato forma all’architettura romanica pugliese, evidente nei castelli e nelle fortezze che ha fatto costruire Federico II di Svevia in tutta la regione e nelle maestose cattedrali dell’entroterra nelle vicinanze dei porti pugliesi, frequentati dai pellegrini diretti in Terrasanta. La si ritrova anche nell’architettura barocca – considerata la più alta espressione della pietra pugliese – fatta di colonne e capitelli, statue e fregi straordinari, che ancora oggi adornano Lecce e altre città del Salento. La bellezza di questi manufatti è dovuta, oltre che all’abilità degli scalpellini, alla natura intrinseca delle pietre naturali locali, forti ma al tempo stesso malleabili.

«In nessun’altra città ho visto tante porte, finestre, logge, pilastri, balaustre tutte di pietra. La pietra qui si lavora con facilità»

scriveva il filosofo irlandese George Berkeley nel 1700.

I LUOGHI DELLA PIETRA

Sono quattro le aree della regione in cui si concentra l’estrazione delle pietre naturali, ognuna profondamente diversa dalle altre, per paesaggio e tipologia di materiale estratto: Apricena, Trani, Fasano-Ostuni e Lecce.

Basilica di San Pio, progettata da Renzo Piano a San Giovanni Rotondo con travi in pietra di Apricena

Nel bacino di Apricena, in provincia di Foggia, si estrae la famosa pietra calcarea di Apricena, una delle più apprezzate al mondo per bellezza e versatilità, con tonalità oscillanti tra il beige, l’avorio e il rosato e caratterizzata da frequenti venature, da sempre utilizzata per decorare palazzi e monumenti storici, chiese e luoghi pubblici.  La ritroviamo nei decori della Reggia di Caserta, nella chiesa di Padre Pio di San Giovanni Rotondo o nei tanti palazzi del territorio.

Castel del Monte

Nel bacino di Trani si estrae una pietra compatta e resistente, con venature serpeggianti più o meno evidenti, utilizzata sia nell’edilizia contemporanea sia in campo architettonico. Molto presente nei centri storici del Sud Italia, nei palazzi antichi, nei monumenti, nelle chiese e nelle piazze italiane, la pietra di Trani è stata utilizzata anche per la costruzione dei castelli pugliesi, tra cui il celebre Castel del Monte.

Ostuni, ph. C.E.Bevilacqua

Nel bacino di Fasano-Ostuni si estraggono due tipi di pietra: la pietra di Fasano, caratterizzata da una tipica rigatura rossa, è usata prevalentemente per il rivestimento di interni, opere monumentali e arredi sacri; la pietra di Ostuni dal caratteristico colore bianco avorio, è apprezzata per la sua morbidezza e compattezza, che la rende adatta sia come materiale da costruzione, sia per la realizzazione di manufatti di artigianato artistico, oggetti di arredo e design. Emblema della della bellezza di questa roccia è Ostuni, la città bianca della Puglia.

Lecce, piazza Duomo

Infine, nel bacino di Lecce si estraggono due tipi di materiali: la pietra leccese, particolarmente morbida e duttile e il carparo, più duro e resistente. Grazie alla presenza di argilla, sono entrambe estremamente facili da lavorare e si modellano anche con le mani: sono queste le rocce protagoniste dei decori tipici del barocco leccese e oggi scelte per progetti di architettura in tutto il mondo.

LA PIETRA PUGLIESE OGGI

Una cava di pietra leccese. Courtesy Pimar

Da questa nobile tradizione, tramandata di generazione in generazione da zoccaturi” (tagliapietre) e artigiani, si sono sviluppati i poli produttivi del lapideo pugliese, localizzati in corrispondenza delle zone ad alta concentrazione di cave. Con circa 350 cave attive e 250 aziende dedite all’estrazione della pietra, la Puglia è la seconda regione in Italia per volume di produzione. A queste si aggiungono circa 1.580 imprese impegnate nella lavorazione e trasformazione della pietra, per cui il comparto dei materiali lapidei, con oltre 9.500 addetti, rappresenta un’importante risorsa economica per la regione.

Una cava di pietra a Gallipoli

Dalla lavorazione della pietra nascono architetture e oggetti d’arredo che uniscono sapienza artigianale e design all’avanguardia. Il processo avviene ancora in gran parte a mano, con metodi antichi e vecchi arnesi come scalpello, sega, pialla e raspa, affiancati dalle più moderne tecnologie. Tra le tante aziende che oggi fanno parte del settore lapideo in Puglia, ne abbiamo selezionate alcune che si distinguono per storia, abilità, creatività e visione imprenditoriale.

Pimar è specializzata da oltre 150 anni nell’estrazione della pietra nelle sue cave di proprietà, in Salento, e nella loro trasformazione in opere grandiose, firmate da architetti di fama mondiale come Philippe Starck e Renzo Piano.

Princeton – Steven Holl – ph. Paul Warchol. Pimar – www.pimarlimestone.com

Ecade Limestone da trent’anni è specializzata nella lavorazione della pietra leccese, utilizzata per realizzare architetture di pregio, edifici di lusso e oggetti di design.

Ecade Limestone – www.pietraleccese.net

Naturalmente Puglia realizza pavimenti, rivestimenti e altre lavorazioni artigianali in pietra di Trani, collaborando con architetti di fama internazionale.

Naturalmente Puglia – www.pietredipuglia.com

Nata nel 1963 dalla tradizione e dall’esperienza dei “cavamonti”, la Pitardi lavora la pietra leccese da tre generazioni, realizzando elementi architettonici, complementi d’arredo e sculture.

Pitardi Cavamonti – www.pitardi.it

Mas Marble&Stone, fondata da Michele Gravina nel 1995 a Bari,  unisce la lavorazione artigianale della pietra con un taglio decisamente contemporaneo, realizzando manufatti artigianali in campo edile, artistico e architettonico.

Mas Marble&Stone – www.masmarmisrl.it

Monitillo Marmi nasce nel 1980 ad Altamura, dall’esperienza di Francesco Monitillo e dalla sua passione per la lavorazione di marmi, graniti e pietre di vario genere. Un artigianato artistico fatto di ricerca e innovazione, che dà vita a progetti innovativi di design.

Monitillo Marmi – www.monitillomarmi.it

Romagno Marmi opera a Mola di Bari da oltre 70 anni nel settore dei rivestimenti e arredi su misura in pietra e altri materiali, combinando tecnologia industriale e processi di produzione artigianali.

Romagno Marmi – www.romagnomarmi.it

Nata nel 1976 a Ostuni, TWS affonda le sue radici su una solida tradizione familiare di estrazione e lavorazione della pietra, che si tramanda da quattro generazioni con l’obiettivo di fare cultura sulla pietra pugliese, e non solo.

TWS – www.twstone.it

 

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