Giardini, tour virtuali
Giardini, tour virtuali
Giardini, tour virtuali
Giardini, tour virtuali
Giardini, tour virtuali
Giardini, tour virtuali
Giardini, tour virtuali
Giardini, tour virtuali
Giardini, tour virtuali
Giardini, tour virtuali
Giardini, tour virtuali
Giardini, tour virtuali
Giardini, tour virtuali
Giardini, tour virtuali
Giardini, tour virtuali
Giardini, tour virtuali
Giardini, tour virtuali

Un viaggio interiore che passa attraverso un giro dell’India: è questa l’idea del regista Wes Anderson che con Il treno per il Darjeeling mette in scena tre fratelli dopo la morte del padre, intenti a rivedere la madre lontana. Ripercorrere le tappe del film, interamente girato nello stato del Rajasthan, è un’esperienza irresistibile, soprattutto per i più avventurosi. In effetti è realmente possibile seguire le orme di Adrien Brody, Owen Wilson e Jason Schwartzman, anche se il treno Darjeeling Limited non esiste, o almeno non con questo nome. Naturalmente in questo momento possiamo soltanto progettare e sognare insieme. E, nel frattempo, rivedere questo film epico non ci farà di certo male. Ma nessuno ci vieta di conoscere e studiare le tre intriganti alternative per intraprendere un percorso simile a quello raccontato nella pellicola cinematografica.

Quella che più somiglia alla finzione di Anderson si chiama Toy Train, transita proprio per quella zona, ed è gestito dalla Darjeeling Himalayan Railway. Si tratta della più antica compagnia ferroviaria della zona, che è stata definita patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Un motivo c’è: quello che viene soprannominato come “il treno tra le nuvole” è composto attualmente da quadro locomotive moderne ma alcuni tratti sono ancora serviti da quelle a vapore di origine britannica, come da Darjeeling a Ghum – la stazione più alta dell’intera nazione – con due classi diverse per i passeggeri (andata e ritorno in giornata si aggira attorno ai 20 euro a persona). Il tragitto intero, da Kurseong a Ghum impiega otto ore ma permette fermate intermedie proprio in questi luoghi. Oltre ad una ridotta velocità (15 chilometri all’ora per trenta minuti) che dà vita alla magia cinematografica che abbiamo visto nel film.

In alternativa al treno turchese visto nelle sequenze di Anderson, esiste la versione deluxe per un viaggio di otto giorni da Nuova Delhi per Jodhpur, Udaipur, Jaipur, Khajuraho, Varanasi, Agra e ritorno. Si tratta del Royal Rajasthan on Wheels, un autentico gioiellino su rotaie. L’accoglienza con le cerimonie locali è solo l’inizio di un’esperienza a tutto tondo nella cultura locale che parte appunto dalle ghirlande di fiori e comprende un giro sugli elefanti del posto, riccamente addobbati per l’occasione. Ci sono due sale da pranzo in legno e cristalli che incorniciano con dettagli in oro le specialità indiane più raffinate oltre alla Royal Spa. Ogni stanza (si può scegliere tra singola e doppia) è arredata con sete e tappeti pregiate, ognuna delle quali porta il nome della palette dei colori che ospita, come Perla, Rubina, Zaffiro e Smeraldo. E c’è persino una carrozza con il nome di Mark Twain, che ha viaggiato su questa rotta nel 1890.

Esiste una terza opzione, si chiama Maharajas’ Express e offre un viaggio di una settimana tra le città principali dell’India con un trattamento da veri nababbi. Non a caso le cabine s’ispirano ai reali: oltre alle 14 standard (sono in realtà suite) si aggiunge anche l’appartamento presidenziale con due camere da letto, un soggiorno e un bagno privato. Tutte le carrozze vantano pezzi d’antiquariato e tv al plasma. Si può decidere di partire da Mumbai o Nuova Delhi e richiedere attività personalizzate, come assistere ad una partita di polo con gli elefanti o assistere all’esibizione di artisti locali tra le dune di sabbia. Ci sono vari tour tematici (si può dare una sbirciatina nel tour virtuale sul sito e provare ad inserire le date desiderate per un preventivo orientativo, che comunque si aggira attorno ai 30 mila dollari).

Il tocco di classe finale? Il set di valigeria creato appositamente da Marc Jacobs per Louis Vuitton con le iniziali JLW (acronimo del defunto padre dei tre protagonisti). Sono undici pezzi in edizione limitata vendute in un’asta silenziosa subito dopo la fine delle riprese. La creatività made in Italy però non si è lasciata sfuggire l’occasione e un avvocato finanziario di Venezia ha finanziato la produzione di una linea di bagagli che rende omaggio al film cult, si chiama Very Troubled Child, nome del libro di finzione menzionato in un altro film di Anderson, Moonrise Kingdom.

 

The post 5 tour virtuali nei giardini più incantevoli al mondo appeared first on AD Italia.

close

Non perderti le nostre news!

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.