Paragon 700 Boutique Hotel & Spa a Ostuni
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Dietro al boutique Hotel & Spa 5 Stelle Paragon 700, che ha inaugurato lo scorso giugno nel cuore di Ostuni, c’è la storia affascinante di Palazzo Rosso. Le sue mura raccontano il passato piuttosto turbolento della Città Bianca. A pochi passi dal Parco della Memoria, l’edificio in pietra è sempre stato al centro della vita sociale e culturale del centro cittadino. Dai movimenti insurrezionali della Giovine Italia, dove in gran segreto le figure patriottiche più importanti della regione si incontravano nelle stanze e nei salotti eleganti del Palazzo, fino all’Unità d’Italia. Il proprietario Paolo Tanzarella, nel 1897 lo lasciò in eredità al figlio maggiore. L’edificio ospitò poi la Biennale della mostra industriale, le caserme della Guardia di finanza e delle dogane italiane. Dagli anni settanta in poi, è stato dimenticato per oltre quarant’anni.

Le attuali proprietarie: Pascale e Ulrike

Nel 2016 un amico ostuniano della coppia organizzò una visita al Palazzo Rosso. Non appena la porta si aprì, fu amore a prima vista. Pascale Lauber e Ulrike Bauschke capirono all’istante che non sarebbero state in grado di resistere. «Era come se fosse sempre stata la nostra casa», raccontano. Restano folgorate dal potenziale di questa gemma secolare: l’altezza dei soffitti, le volte, gli affreschi, la pietra rossa. Impensabile non farne un hotel. «Questo luogo deve essere reso accessibile al pubblico: troppo bello rimanere nascosto!», sottolineano. Le imprenditrici erano già innamorate della Puglia da tempo. Quattro anni prima avevano persino restaurato una masseria, trasformandola in un paradiso di pace dove ricaricarsi in estate.
Le due donne hanno aperto e rinnovato ristoranti, boutique-hotel e appartamenti in tutto il mondo: da Romont, a Losanna a Verbier, in Svizzera; da Parigi a New York fino Cape Town. Pascale, 57 anni, svizzera, ha un’ossessione per la bellezza, l’estetica e il design. Ulrike, 56 e una formazione nel turismo, è appassionata di viaggi. E dell’Italia, dove ha trascorso le sue vacanze e imparato il lingua fin da bambina.

Il progetto

 

Perché la Puglia? «Qui puoi avere tutto: il cibo, la cultura, le persone, la storia, i paesaggi, la terra, il mare!» sottolineano Pascale e Ulrike. Il Paragon 700 Boutique Hotel & Spa ha richiesto una grandissima attenzione e diversi anni di progettazione. Finalmente la struttura ha inaugurato lo scorso giugno, pronta a svelare le sue 11 camere e gli altri spazi davvero unici tra cui il bar, la spa e il ristorante.

L’interior design

L’arredamento è unico: eclettico e dalla grande personalità, curato nei minimi dettagli. Divani e testiere provengono dal Sud Africa, gli armadi e i comodini arrivano direttamente dalla tradizione pugliese; tante le sculture e gli splendidi dipinti dell’artista londinese Suzanne Lipsey e di Giuseppe Ciraci. Arte antica e contemporanea si fondono, i complementi d’arredo riflettono il gusto inconfondibile di Pascale, appassionata di viaggi e e di fiere d’arte internazionali, ma anche di mercatini delle pulci. La sua visione è glamour ed elegante, multiculturale e originale.

Il restauro e i misteri dell’edificio

Sebbene la cronologia sia un po’ sfocata, Maria Buongiorno, la restauratrice incaricata di portare l’antica gloria dell’edificio alla luce, è certa che l’architettura del Palazzo sia multi- secolare. Le parti più antiche sembrano risalire al 1700. Ci sono caminetti, volte in pietra, ma anche affreschi, come “Gesù e il Samaritano” che provengono chiaramente da quel periodo. Durante il restauro, al di là di una porta di legno con spioncini tipici del 17esimo secolo, fu anche scoperto un chiostro. Questo piccolo tesoro, così come i numerosi affreschi religiosi, fanno pensare che il palazzo un tempo ospitasse un convento.

Più tardi, diversi indizi indicano una proprietà napoletana, a partire dalle splendide maioliche originali che sono state portate a nuova vita al Bar 700. Sul retro di alcune di quelle piastrelle, Maria ha trovato un timbro M, il marchio di un famoso laboratorio di proprietà dei tre fratelli Massa, maestri della ceramica dei primi anni del 18esimo secolo a Napoli. Un altro indizio è il colore dell’edificio: questa tonalità chiamata Pompei Red prende il nome dalla famosa città perduta perché trovata sulle residenze e sulle rovine più famose. Nel XVIII secolo, subito dopo la scoperta di Pompei, questo rosso particolare divenne uno status symbol alla moda poiché il pigmento era il più costoso sul mercato. Rivestire un’intera facciata in rosso Pompei è stato un ostentato segnale di esibizione della ricchezza, ancor più tra gli edifici bianchi di Ostuni. La rimozione di diversi strati di vernice dalle pareti interne ha portato alla luce bellissimi affreschi neoclassici del XVIII e XIX secolo. A quei tempi, le rappresentazioni religiose non erano più di moda. Al loro posto, ci sono animali mitologici, draghi e grifoni che saltellano lungo i fregi delle pareti. «È lì che abbiamo trovato il drago che poi è diventato il logo iconico dell’hotel», raccontano le proprietarie . «All’esterno, c’è un giardino recintato, protetto, dietro un alto muro di pietra, arricchito da una fila di colonne in stile toscano che formano un percorso verso l’aranceto. Questo posto nascosto è perfetto per la lettura o la meditazione dei nostri ospiti».

 

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