Campari Design Connection
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Era il 1913, quando il pittore Fortunato Depero firma il manifesto Ricostruzione Futurista, un progetto di ricreazione dell’Universo conosciuto: “Daremo scheletro e carne all’impalpabile e all’impercettibile”, scrive. L’artista trentino (1892-1960) inventa nuove forme di espressione in ogni campo delle attività umane, ma è soprattutto sul terreno della grafica e della comunicazione che riesce a costruire un rapporto innovativo con il mondo della produzione e dell’industria. “L’arte del futuro sarà la pubblicità”, afferma nel 1918.

Ha ragione. Nel 1919 crea la Casa d’Arte Futurista, con funzioni paragonabili a quelle di un’odierna agenzia di pubblicità, e mette a punto un’originale strategia di comunicazione per Davide Campari, figlio del fondatore Gaspare, creatore della già celebre bevanda. Non potendo “Ricreare l’Universo”, Depero ne immagina uno tagliato su misura per Campari: è un paesaggio a geometrie variabili, pulsante di energia, tensione, colori, figure allegre, scomposte e capovolte.

Da questo mondo sospeso fra cubismo e accelerazioni nasce la sua creazione più formidabile: nel 1932 Davide Campari gli chiede di ideare una bottiglia per il Campari Soda, primo aperitivo monodose della storia, ottenuto dalla perfetta miscelazione tra Campari e anidride carbonica. Per realizzarla, Depero utilizza un concetto emblematico delle sue opere fin dagli anni 20: la forma conica a calice rovesciato.

Davide Campari se ne innamora immediatamente: con un colpo di genio spoglia la bottiglia da 9,8 centilitri dall’etichetta per far risaltare attraverso il vetro smerigliato la particolare tonalità di rosso della bevanda e fa stampare a rilievo il nome del marchio: Preparazione Speciale, Davide Campari & c. Milano – Campari Soda.

Il successo è istantaneo: il gusto è inimitabile, mentre i tratti distintivi della bottiglia rappresentano elementi di rottura rispetto alle convenzioni delle forme pubblicitarie tradizionali dell’epoca, in cui tutti i prodotti mostravano etichette ridondanti con scenari epici. Campari, invece, procede per sottrazione e invita a infrangere le regole bevendo da un oggetto che sembra un bicchiere rovesciato.

In particolare, l’assenza dell’etichetta trasmette il messaggio di un aperitivo da gustare in libertà, spogliandosi dai preconcetti, per essere autentici sotto ogni punto di vista e legarsi a coloro che condividono gli stessi valori. L’aperitivo “senza etichetta”, diventa un rito di appartenenza, simbolo della cultura italiana e metafora del desiderio di sfuggire a ogni classificazione. L’inconfondibile bottiglia, invece, diviene un’icona del design nella sua essenza più autentica, e continua a esserlo ancora oggi.

In un mondo dove l’etichetta è diventata una scelta quasi obbligata dettata dal contesto, infatti, l’autenticità, la semplicità e la concretezza sono un privilegio che pochi possono permettersi: per questo motivo, con il duplice obiettivo di ripercorrere la sua attitudine avanguardista e riportare il design a una dimensione più pop, Campari Soda ha varato il progetto #DesignConnection, in cui tre giovani talenti –  Serena Confalonieri, Agustina Bottoni e Matteo Agati – hanno progettato una lampada, un appendiabiti e un orologio per la collezione #senzaetichette, in puro stile Campari Soda, perché libera da qualsiasi convenzione e pregiudizio.

La prima a partire è stata Agustina Bottoni (designer e consulente creativa), che si è cimentata nella progettazione del primo appendiabiti #SenzaFronzoli, ideato in collaborazione con la rete. L’oggetto, dal design minimale e lineare, nasce con l’obiettivo di trasmettere un messaggio di autenticità, di volontà di spogliarsi di tutto ciò che è superfluo, delle innumerevoli sovrastrutture e delle inutili apparenze che la città impone. È infatti, il primo elemento che si incontra quando si esce di casa e quando si rientra, e che ci ricorda che è utile spogliarsi dalle etichette. Questo speciale appendiabiti è il frutto di una coinvolgente attività sul canale Instagram di Campari Soda in cui gli utenti sono stati ingaggiati in una serie di domande – tramite Instagram Stories Poll – a cui hanno potuto rispondere e che ha consentito loro di decidere l’aspetto finale e definitivo dell’oggetto.

L’attività è proseguita, sempre sui canali social di Campari Soda, con Serena Confalonieri (affermata designer e art director) cha ha presentato la sua lampada #SenzaMaschere, che ha visto reinterpretare la bottiglietta di Campari Soda in un modo molto originale. L’oggetto mostra infatti un volto con fattezze e riferimenti che conducono l’osservatore al mondo artistico di Depero. Un richiamo forte alla storia del brand, concretizzato in una sagoma stilizzata, ma proprio per questo in grado di assomigliare a ciascuno di noi e di restituire così un senso di autenticità in cui rispecchiarsi. Un monito a non indossare maschere, per essere sempre la versione più originale di sè stessi.

Infine, l’orologio #SenzaFretta è stato ciò che Matteo Agati (designer e consulente creativo) ha ideato per la collezione. Lo speciale oggetto, così indispensabile per la nostra quotidianità, non segna le ore della giornata, non dà loro importanza, ad eccezione fatta per quella dell’aperitivo (l’ora senza fretta per eccellenza), evidenziata da una bottiglietta di Campari Soda. Un modo unico e divertente per fermare il tempo per un attimo e far scivolare via tutti i pensieri.

La preziosa collezione #DesignConnection entrerà a fare parte del patrimonio di Galleria Campari a Sesto San Giovanni (Milano), luogo dove verrà anche esposta e che rappresenta un viaggio evocativo all’interno del mondo Campari e Campari Soda, nello spazio e nel tempo, tra affiche originali, manifesti, grafiche pubblicitarie e libri d’artista.

The post L’iconica bottiglietta reinterpretata dà vita a 3 oggetti senza etichette appeared first on AD Italia.

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