È una capanna immersa nella natura vicino al Mediterraneo, mi piace l’idea che l’integrazione del sito sia il più possibile rispettosa degli elementi circostanti. Un’architettura contestuale, come un’opera di Land Art. Si scopre il rifugio quando solo ci si arriva davanti.

È un luogo spoglio dove è possibile ritirarsi e vivere una vita più semplice: si può leggere, riposare, disegnare, ascoltare musica, aprirsi alla natura (qui è come un quadro) o chiudersi a chiave per immergersi in profondità in noi stessi, al riparo da ogni distrazione. L’arredamento è nomade, può rimanere all’interno o uscire e fare parte del paesaggio. Tutto si muove, niente è fisso!

L’idea è quella di ritrovare una certa libertà di tempo, di spazio e di silenzio… tutto ciò che mancherà alle generazioni future, tutto ciò che già oggi è un lusso.

Lo immagino sulla costa occidentale di Pantelleria, tra le nere rocce vulcaniche.

*Nato in Tunisia, è cresciuto e ha studiato a Parigi, all’École des Beaux-Arts. Il suo studio, Charles Zana Architecture, realizza progetti residenziali e commerciali in tutto il mondo.

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