I consigli dell’illustratrice Irene Cavalchini per sprigionare creatività in isolamento
I consigli dell’illustratrice Irene Cavalchini per sprigionare creatività in isolamento
I consigli dell’illustratrice Irene Cavalchini per sprigionare creatività in isolamento
I consigli dell’illustratrice Irene Cavalchini per sprigionare creatività in isolamento
I consigli dell’illustratrice Irene Cavalchini per sprigionare creatività in isolamento
I consigli dell’illustratrice Irene Cavalchini per sprigionare creatività in isolamento
I consigli dell’illustratrice Irene Cavalchini per sprigionare creatività in isolamento
I consigli dell’illustratrice Irene Cavalchini per sprigionare creatività in isolamento

La bellezza non chiude per quarantena, anzi tenerla in vita proprio in un periodo d’emergenza può essere un balsamo capace di curare lo stress, implementare la creatività e condividere storie. Lo suggerisce l’illustratrice piemontese Irene Cavalchini, laureata all’Accademia Pictor di Torino, attualmente impegnata nel progetto Contastorie e nel festival Librinfesta (quest’anno rimandato a causa dell’emergenza sanitaria) oltre che nella coordinazione di laboratori artistico-didattici per corsi d’arte negli istituti scolastici (qui il suo account Instagram). Tra i libri pubblicati, ha anche curato le illustrazioni de Il pettirosso di Melvin Burgess (Mondadori).

Con un nonno paterno pittore e due genitori insegnanti, non stupisce che i primi ricordi siano con la matita in mano. A 5 anni disegnava i personaggi de La storia fantastica e dettava alla madre il racconto da accompagnare alle immagini. Alle elementari ha creato una storia originale, con protagonista un riccio di nome Babau, e ha iniziato i “lavoretti” su commissione dei compagni. “Lo spirito creativo ha sempre preso il sopravvento, molto prima d’iniziare a vincere vari premi con l’istituto d’arte – racconta – e da piccola, dopo il rifiuto di un cucciolo da parte dei genitori, ho attaccato muso e coda in carta ad una scatola per scarpe, trasformandola nel cagnolino Tobia, che puntualmente portavo a fare delle passeggiate. E quando volevo un pony ho perorato la casa realizzando un progetto del nostro appartamento trasformando la casa da pranzo in mangiatoia”.

Raperonzolo, pastelli a olio, opera realizzata da Irene Cavalchini

L’ARTE CI SALVERÀ

Lo stupore, la fantasia e la creatività di quella bambina si sono trasformati in una professione che si nutre ancora oggi, dopo trent’anni, della stessa bellezza. “Oggi più che mai – spiega – abbiamo bisogno di percorsi artistici, a tutte le età, che aiutano sul piano pratico anche nella logica del problem solving. Lo si impara da bambini nelle prime lezioni d’arte, quando ad un solo problema si pongono davanti molteplici soluzioni e ognuno sceglie quella più affine a se stesso. Quel processo rimane impresso della mente e viene ricreato in futuro per spaziare tra varie alternative”. Ecco perché ora il disegno non viene più considerato uno strumento adatto prevalentemente ai bambini: “Lo dimostrano i coloring book per adulti – racconta l’esperta – un metodo di rilassamento molto efficace, che permette l’estraniazione ma anche l’esorcizzazione della paura, oltre al controllo e alla realizzazione di qualcosa di manuale. Soprattutto in un momento in cui la routine viene stravolta, si deve ricreare un equilibrio e l’arte ricopre un ruolo-chiave. Non solo come passatempo, ma come terapia per curare l’anima permettendoci di entrare maggiormente a contatto con noi stessi, in una situazione in cui mancano i punti di riferimenti usuali. Ecco perché usare le mani per creare qualcosa di personale distrarre il cervello in modo efficace condividendo un’esperienza”. Tra le esperienze di quarantena raccontate in questi giorni dalle celebs, Nicoletta Romanoff ha proprio elogiato le proprietà della manualità.

ESEMPI ILLUSTRI

Anche i grandi artisti hanno preso spunto dalla quotidianità per sdoganare la propria creatività: “Ce lo spiega bene Bruno Manari in Rose nell’insalata, dove mostra come dipingere con la verdura. Utilizza soprattutto radicchio e insalata tagliata alla base, che si trasformano in stencil impregnati nei colori alimentari. Così l’indivia diventa una rosa e si creano infiniti universi alternativi”. L’isolamento offre prospettive nuove e permette di capovolgere l’idea di costrizione in un’opportunità. “Persino gli sgrassatori a base di candeggina spruzzati su carte colorate creano delle macchie bianche da comporre in forme diverse e a nostro piacimento”.
Chi avesse rami secchi in giardino o sul balcone, ad esempio, può lavarli, pulirli e trasformarli in oggetti d’arredo, da un portacandele ad un recipiente, ricavato da un piccolo tronco cavo. “L’edera ormai morta sul mio balcone – dice Irene – che non ha superato il rigido inverno, è attualmente un work in progress. Ho usato la parte arborea, lasciandola asciugare, per darle una seconda vita. Il nostro mondo e di conseguenza la nostra casa in questo periodo si trasforma”.

 

Fiore, matita, opera di Irene Cavalchini

ANTIDOTO ALLO STRESS

“L’arte informale teorizzata da Alberto Burri – continua l’illustratrice – teorizza proprio i benefici di quanto appena detto. L’autore, medico di professione, è tornato dalla guerra con disturbo da stress post-traumatico e ha iniziato a creare cose con oggetti di plastica, come i secchi, proprio per esorcizzare dolore e orrore. Si è servito di materiali poveri, di scarto, ripensando a oggetti della quotidianità con uno sguardo nuovo e occhi diversi. L’idea di regalare una nuova vita a quello che ci circonda, quindi il cosiddetto riciclo creativo, offre benefici all’ambiente, a noi stessi e agli altri”.

UN ARMADIO IN TRASFORMAZIONE

La sostenibilità, infatti, è più importante che mai in queste settimane in cui la natura si riappropria degli spazi e ricomincia a respirare. Per dare il proprio contributo si possono limitare gli sprechi durante il cambio di stagione o le pulizie di primavera che la reclusione casalinga facilita. Abiti strappati o non riutilizzabili possono immergere in una bacinella con la colla da parati o vinilica per poi lasciarli asciugare e modellare in varie forme, come ad esempio un porta-vaso o un oggetto utile. È un’altra occasione di condivisione”.

CARTA IN CASA
Una delle attività da sperimentare è senz’altro quella della carta in casa, un processo lungo e rilassante su cui imprimere pensieri, emozioni, ricordi. Il procedimento, come spiega l’illustratrice, “è green perché ricicla materiali che non utilizziamo o che vorremmo buttare, come vecchi post-it o giornali. Si comincia strappando tutto in piccoli pezzettini, lasciandoli macerare (immergendo il tutto in acqua calda) per 24 ore. Il giorno dopo si costruisce un setaccio artigianale usando ad esempio le vaschette della frutta in plastica, tagliandone i bordi e usando come rete un tulle o un sacchetto di patate. Punzonandone i lati, mettiamo il tutto su un foglio di carta assorbente e lasciamo asciugare il contenuto per un giorno. Ritagliamo fogli a misura, arricchendoli ad esempio come fiori secchi pressati”. Il risultato può essere un quaderno, un album o un raccoglitore: “lo scopo è creare memorie piacevole di questo periodo, con un tocco personale”.

NON SOLO TEMPERE
L’idea è quella “di lasciar galoppare la fantasia con i materiali che abbiamo già a disposizione. Nel caso non avessimo a disposizione delle tempere, possiamo usare – suggerisce l’esperta – la schiuma da barba e i colori alimentari per realizzare una finta carta marmorizzata. Il procedimento è semplice: innanzitutto mettere la schiuma in una vaschetta, appiattirla con un coltello e aggiungere qualche goccia di colore, da mescolare con uno stuzzicadenti. Mettiamo sopra un pezzo di cartoncino e premiamo per qualche minuto finché il colore si trasferisce sulla carta. Togliamo dal foglio il residuo di schiuma, per poi decorare o fare un collage. Il risultato può essere un segnalibro, un album o un regalino per un amico o un familiare lontano. Aggiungendo la colla vinilica si può ottenere un quadro rudimentale o una cornice che asciuga in 12 ore, che diventa un esperimento tattile. Il desiderio di bellezza, quindi, si può trasformare in un atto di gentilezza, che sia in grado di trasmettere calore in un momento in cui non possiamo offrire un abbraccio o un fiore. In tempi in cui non possiamo vederci se non a distanza di sicurezza, questo è un modo per scacciare la solitudine ma anche per creare e sperimentare senza un giudizio. Il destinatario di questo gesto può essere chiunque attualmente si trova in una condizione delicata, come la cassiera al supermercato o la farmacista. Quell’atto di condivisione esprime una gratitudine che non riusciamo ad esprimere a parole”.

E NON SOLO…

L’illustratrice consiglia di riscoprire il suo autore di riferimento, Dave McKean, che – spiega – “ha un tratto onirico, dark, surreale, con una capacità impressionante di mescolare varie tecniche e rielaborare una foto o un disegno ad inchiostro”. Tra gli altri appuntamenti artistici da tener d’occhio continuano le proposte in streaming di Arte per la libertà fino a Pasqua, un festival che unisce l’anima musicale e l’arte contemporanea con un calendario quotidiano all’insegna di performance di street artist, illustratori e artisti (qui il calendario e le dirette). Intanto CE Contemporary a Milano porta la mostra The Surface di Kate Tedman sui canali della galleria. Tra gli ospiti anche Rosh Mahtani, fondatrice di Alighieri Jewellery .

 

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