Oggi entriamo nell’appartamento a Milano di Martina Grasselli, fondatrice e designer del marchio di calzature Coliac.

Come descriveresti lo stile della tua casa?
«La mia casa ha uno stile eclettico. È un mix eterogeneo di oggetti acquistati in viaggio, nei mercatini in giro per il mondo combinati a pezzi di modernariato e design. È’ uno stile spontaneo e vivace, che mi rappresenta al 100 per cento».

Quali sono i pezzi chiave?
«Ce ne sono diversi, provengono da stili ed epoche differenti: dal Mezzadro dei fratelli Castiglioni, che mi ha regalato mio padre, allo specchio Memphis trovato in un mercatino. La poltrona Up 5 di Castiglioni e la stampa di Daniel Spoerri, trovata al mercatino di Gonzaga: è stata un’emozione! Poi c’è il quadro di Aligi Sassu, ricevuto in eredità dalla mia nonna Coliac».

Ce n’è uno che preferisci su tutti?
«Credo che la stampa numerata di Spoerri sia la cosa più bella e preziosa che abbia mai comprato, mi emoziona sempre vederla, ci tengo tantissimo. Poi ovviamente il Sassu, ricordo di mia nonna, per cui ricopre un grande valore affettivo».

Che cosa fai in casa in questi giorni di quarantena?
«Mi divido tra ricerca e corsi online per approfondire diversi aspetti e attività che possono essere funzionali al mio brand. Procedo per quanto possibile con il mio lavoro, disegnando, facendo conference call con collaboratori e partner e partecipando a Webinar molto interessanti, organizzati da Camera Moda. Poi la sera faccio allenamento a corpo libero, seguendo in diretta la mia personal trainer».

Smart working: hai un angolo dedicato?
«Sì, lavoro in salotto, sul tavolo pieno di vasi e composizioni floreali. C’è una bellissima luce qui e quest’angolo mi rilassa molto».

Che cosa fai per staccare la spina?
«Guardo documentari, leggo e verso sera è il momento degli aperitivi in videochat con amici o parenti, sorseggiando un bicchiere di vino. Questa cosa mi rilassa e mi diverte molto, così non mi sento sola».

Che cos’è la casa per te?
«Oltre a essere il mio luogo “sicuro”, è sicuramente la mia “Wunderkammer”. È il luogo dove dare libero sfogo alle mie passioni: il collezionismo e i viaggi. Mi interessano tutte le forme d’arte, e me ne circondo».

La tua stanza preferita?
«Il salotto: è la stanza più bella e luminosa della casa. Ed è anche quella dove passo più tempo».

Che cosa ti ha insegnato questa quarantena?
«Ad avere più pazienza, caratteristica molto lontana da me e dal mio carattere. Ho imparato a saper aspettare e a vivere giorno per giorno. Mi ha insegnato anche a prendermi cura di me e dei miei pensieri, il tempo per noi stessi è veramente importante. Il consiglio, nonostante le preoccupazioni e le ansie, è quello di godersi questo tempo “sospeso”, cercando di capire cosa ci rende felici, appagati e che cosa possiamo cambiare per poterlo essere domani».

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