Oggi entriamo nella splendida casa di Laura Mendolia, direttrice creativa di Pescepazzo Taormina, un brand di accessori che reinterpreta la tradizione e l’artigianalità siciliane in chiave moderna e glamour.
Nella gallery sotto, trovate le sue creazioni.




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«Per buona parte dell’anno vivo proprio a Taormina, nella casa di famiglia in cui sono cresciuta», racconta Laura. Villa Rocca Fiorita è chiamata così proprio perché è stata costruita sulla roccia e gode di una magnifica vista sull’Isola Bella e sul nostro amatissimo vulcano, l’Etna.

Come descrivi lo stile della tua casa?
«La villa, risalente al 1920, è stata progettata in pieno stile Art Nouveau; ci sono però numerosi dettagli in pietra lavica e calcari grigi tipici di Taormina che la rendono perfettamente coerente con l’architettura della zona e il paesaggio che la circonda. L’arredamento è il frutto di una lunga ricerca, un mix di pezzi di antiquariato risalenti a epoche diverse, ricordi di viaggio, piccoli tesori scovati qua e là negli anni». 

Quali sono i pezzi chiave?
«Tra i miei preferiti ci sono senza dubbio i vasi di porcellana di Sèvres di fine ’700. Hanno dei colori magnifici, il turchese si sposa perfettamente con l’oro delle finiture. Li trovo vivaci, divertenti, capaci di accendere l’ambiente in cui si trovano. Poi ci sono le applique della sala da pranzo, in origine lanterne utilizzate per illuminare la strada alle carrozze che viaggiavano durante la notte. Io e mia madre le abbiamo trovate da un vecchio antiquario e ce ne siamo perdutamente innamorate! Infine, l’oggetto a cui non rinuncerei mai è la tovaglia al tombolo di Mirabella Imbaccari della mia bisnonna; ha un valore affettivo incredibile e rievoca una Sicilia meravigliosa e ormai lontana».

Sulla base a quali elementi è stata scelta?
«La casa è stata acquistata dalla mia famiglia nei primi anni ’70. I miei nonni sono stati subito affascinati dalla posizione e dalla vista meravigliosa sulla baia di Taormina. Doveva essere la casa delle vacanze e invece non l’abbiamo più lasciata!».

Come hai trascorso la scorsa quarantena?
«Sono stati giorni strani, in un primo momento l’impossibilità di uscire di casa mi ha destabilizzata molto. Dopo le prime settimane però sono riuscita a trovare un nuovo equilibrio, ho riscoperto il piacere di fare tutto con calma, di godere delle piccole cose per cui di solito non ho mai abbastanza tempo. Ho trascorso le giornate all’aperto lavorando, raccogliendo idee, facendo progetti per il futuro. Mi sono resa conto dell’immensa fortuna di stare bene e di poter vivere serenamente un momento così duro per il nostro Paese».

Che cosa fai per staccare la spina?
«Mi rifugio in terrazza, mi siedo al tavolo e comincio a disegnare. Il fatto di avere davanti il mare, le mille sfumature di blu, uno spazio davvero infinito, mi ispira e mi infonde calma e positività».

Che cos’è per te la casa?
«È il luogo in cui tornare. Sono una persona curiosa, sento spesso il bisogno di muovermi, viaggiare, vedere luoghi nuovi. Ritornare però mi consente di mettere a posto i pezzi, di ricordarmi da dove sono partita e dove voglio andare».

La tua stanza preferita.
«Il salotto giallo, che è stato pensato come un continuum rispetto allo spazio esterno. Il giallo oro dell’arredamento crea un tutt’uno con la pietra delle trifore, i tocchi di turchese dei vasi rimandano al colore del nostro mare meraviglioso. Mi piace sedermi lì nel tempo libero, leggere un libro, bere un tè con le amiche. La luce cambia continuamente e sembra quasi di essere sospesi nel blu». 

Quella dove trascorri più tempo.
«La sala da pranzo. Per noi siciliani la tavola è importantissima, significa convivialità, condivisione, gioia di stare insieme. L’affetto e l’amicizia si esprimono attraverso il cibo e il pranzo della domenica è davvero un appuntamento imperdibile. Amo occuparmi della mise en place, raccogliere i fiori in giardino, prendermi cura dei dettagli».

Che cosa ti ha insegnato la quarantena?
«Credo che, più di ogni altra cosa, mi abbia insegnato il valore del tempo. Il tempo che ho potuto condividere con chi amo senza l’ansia di dover sempre fare qualcosa, di essere produttivi ad ogni costo. Dopo il lockdown ho davvero cambiato prospettiva, cerco di vivere le giornate dedicando sempre un po’ di spazio alle mie passioni, alla mia famiglia, a me stessa. In fondo chi potrà mai ridarci indietro il nostro tempo?»

Come è cambiato il nostro modo di vivere la casa a causa del Covid-19?
«La pandemia ha cambiato radicalmente il nostro modo di vivere e di conseguenza anche il modo di concepire la casa, che è diventata improvvisamente luogo di lavoro, studio, allenamento. Credo che, per il futuro, avremo bisogno di modificare o riadattare gli spazi in cui viviamo a queste nuove esigenze. In fondo la casa è un luogo vivo, in continua evoluzione, cambia e si trasforma insieme a noi».

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