MARCHI CUCINE
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«Quello che mi interessa, è interpretare non solo uno stile, ma un modo di vivere». Parole di Gianluigi Marchi, imprenditore e anima creativa del brand di cucine che porta il suo nome. Una realtà simbolo dello stile italiano nel mondo. Una fucina creativa che da piccolo opificio di provincia è oggi diventata un’azienda di dimensioni internazionali. «Stiamo progettando ambienti cucina sempre più personalizzabili. Nell’arredare casa è nella scelta dei mobili da cucina è consigliabile scegliere uno stile che rispecchi la nostra personalità risultando nello stesso tempo funzionale», spiega Flora Marchi, Ceo di Marchi Cucine, figlia del fondatore Gianluigi, che già da 20 anni lo affianca nella gestione dell’azienda. Restano ben saldi i valori distintivi del marchio, che all’artigianalità del Made in Italy e all’amore per i materiali tradizionali («il legno è protagonista»), affianca «materiali tecnici, contrasti cromatici eclettici e finiture innovative». Un design che riesce nell’impresa di fondere alla perfezione classico e contemporaneo.

Su quali progetti state lavorando e con quali obiettivi?
«Stiamo disegnando ambienti cucina sempre più personalizzabili, mantenendo ben saldo il legame distintivo fra tradizione e innovazione».

Qual è il tratto distintivo delle collezioni 2020?
«Potremmo riassumerlo in tre orientamenti chiave: modelli rappresentati da composizioni ampie e suggestive; combinazioni di materiali tradizionali come il legno con materiali tecnici e innovativi; contrasti cromatici eclettici».

Qualche anticipazione sui progetti che presenterete al Salone del Mobile?
«Stiamo realizzando cucine che declinano materiali diversi con finiture innovative, così da esaltare le lavorazioni artigianali».

Come avete vissuto il lockdown? Come si prospetta ora la ripartenza? 
«L’azienda ha interrotto la sua attività ancora prima del decreto per tutelare dipendenti e clienti. Abbiamo lavorato da remoto  per tenere vivi i servizi ai clienti attraverso lo smart working. In questi mesi trascorsi a casa la cucina, luogo di convivialità per antonomasia, è diventata il cuore dell’abitazione e della vita quotidiana. Ma anche lo spazio in cui dedicarsi alle proprie passioni e – perché no? – evadere dalla routine. Per questo, nel prossimo futuro, progetteremo cucine sempre più flessibili, con l’idea di mettere l’uomo al centro dell’ambiente e di potervi svolgere diverse attività».

Quali sono i valori che meglio identificano il dna dell’azienda?
«Dicendolo con un’espressione: la cucina come focus della casa. Con un materiale: legno protagonista. Con un dettaglio di stile: lavorazioni artigianali tramandate nel tempo. Con una filosofia progettuale: design unico e ricercato».

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