I nuovi uffici di AD Spagna
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I nuovi uffici di AD Spagna
@ Germán Sáiz

La Spagna dà il benvenuto ai nuovi uffici di AD in Condé Nast. Un nuovo spazio di lavoro che presta particolare attenzione, naturalmente, al design degli interni, creando un’atmosfera calda e accogliente con una distribuzione aperta e flessibile, pensata per lavorare in team e favorire l’ispirazione. È con queste premesse che l’architetto e interior designer Carlos Tomás, fondatore di Estudio Reciente, ha realizzato, attraverso l’uso sapiente del colore e dei tessuti, uno spazio adattabile, che interpreta lo spirito e l’immagine della rivista.

«Abbiamo voluto collaborare con Carlos Tomás, di Estudio Reciente, perché molti dei suoi progetti hanno messo in pratica un nuovo modo di concepire le case come spazi più flessibili, che si possono trasformare e adattare in base alle proprie esigenze», spiega Enric Pastor, direttore di AD Spagna.

«Tutto è partito dalla necessità di avere uno spazio che riflettesse il lavoro che facciamo qui ad AD, che servisse a ispirarci visivamente e a trasmettere lo spirito sostenibile di cui Condé Nast España si fa portavoce. Avevamo bisogno di un ufficio versatile che ci permettesse di cambiare facilmente la configurazione, creare gruppi di lavoro in base al progetto, lasciarlo aperto o chiuso. Abbiamo pensato anche a un ufficio dove poter organizzare incontri con professionisti, mostre, conferenze, eventi… L’idea è che il nuovo spazio si AD sia anche un punto di connessione con la professione di designer d’interni», aggiunge.
«Il team della rivista è stato molto chiaro su questo», ci dice Carlos Tomás. «Il nuovo ufficio doveva rappresentare i valori di AD, con particolare attenzione all’interior design e alla sostenibilità. Il punto di partenza è stato il concetto di ufficio anni Cinquanta, quell’ufficio grigio e monotono dei film in bianco e nero, nel senso che doveva essere asettico, per offrire ordine visivo. Un ufficio semplice e minimalista. Lo spazio è fondamentale: c’è molta distanza tra le postazioni di lavoro. L’ufficio è composto da due grandi tavoli che ne sono i protagonisti e da una fila di armadietti ad uso personale nella parte posteriore per liberare lo spazio», sottolinea l’architetto.

«Il colore è molto importante. La press room è super calma con colori sabbia che generano pace e tranquillità, ed è controbilanciata dal blu notte dell’ingresso e dell’ufficio. Intanto, la sala riunioni è monocromatica, con un look nei toni del marrone, qualcosa di più divertente e sofisticato. E l’ufficio di gestione è il punto di unione tra la calma del beige e la saturazione del marrone», spiega Carlos Tomás.

@ Germán Sáiz

I pavimenti sono un’altra parte fondamentale di questo gioco di colori. Sono rivestiti con il pavimento vinilico IQ Surface di Tarkett, che è riciclabile al 100%, durevole e facile da installare. «Sono stati presentati l’anno scorso alla fiera di Milano e dal momento in cui li abbiamo visti abbiamo capito che dovevano essere nel progetto, perché offrono mille possibilità di design».
Anche le tende, che fanno parte di questa esplosione di colori, fungono da elemento architettonico permeabile e flessibile, permettendo di separare e collegare gli spazi. «Abbiamo risolto le divisioni attraverso il tessuto, con tende che si aprono o si chiudono come un muro permeabile che collega i tre spazi e permette transizioni fluide», commenta Carlos Tomás. «All’interno dell’ampio catalogo Ikea abbiamo scelto le sedie Alefjäll, che sono nuove e dal design che ricorda gli uffici degli anni ’50. Per la sala riunioni, il modello girevole Odger, realizzato in legno e plastica riciclata. I tavoli Bekant che abbiamo scelto, sempre di Ikea, sono semplici e funzionali», dice Enric Pastor.
Questi ultimi sono stati customizzati da Cubro, che ha anche adattato l’arredamento dell’ufficio. «Cubro è una giovane azienda spagnola che personalizza i mobili da cucina di Ikea con disegni propri, ma qui ha osato creare anche i piani dei tavoli, con un risultato incredibile. La superficie è estremamente opaca, morbida al tatto e antimpronta», aggiunge. Intanto, le plafoniere, che generano una luce calda e indiretta, e il grande divano progettato per incontri informali, sono di Muuto.

@ Germán Sáiz

«L’illuminazione non è la tipica illuminazione da ufficio (fredda e generale). Abbiamo voluto portare la casa in ufficio utilizzando le lampade Ambit Rail di Muuto che scendono fino al tavolo, come se fosse la sala da pranzo della casa, ottenendo una luce più calda e rilassante. Abbiamo anche deciso di installare delle tende color pesca per filtrare la luce in maniera naturale», aggiunge Carlos Tomás. «Il risultato è uno spazio pulito senza postazioni di lavoro fisse, che permette ai giornalisti di muoversi sentendosi a casa, con una profusione di piante naturali che sottolineano la sensazione di comfort domestico. Nel contesto attuale, pur essendo stato concepito prima dell’arrivo del Covid19 , si adatta perfettamente alle esigenze di sicurezza e di distanza, in quanto ci sono più di due metri tra le postazioni di lavoro, e gli armadietti permettono di conservare le attrezzature a fine giornata e di mantenere ordine e pulizia. «Inizieremo ad utilizzare lo spazio molto gradualmente, rispettando le capacità e le misure di sicurezza», dice Enric Pastor. «Ci siamo già adattati al telelavoro, quindi saremo in grado di rendere il suo utilizzo più flessibile, a seconda delle esigenze».

@ Germán Sáiz

Dal canto suo, la scelta di materiali riciclabili e sostenibili è in linea con i parametri di sostenibilità promossi dall’azienda in Spagna, inclusi nel suo Piano di Gestione Ambientale e con i quali dal 2012 compensa il 100% della sua impronta di carbonio. L’ufficio a casa o la casa in ufficio, i limiti sono diluiti in questa proposta del nuovo Spazio AD.

Articolo originale pubblicato su AD Spagna 

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