CARVICO
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Perfetto da sfogliare nei giorni pigri delle feste comandate, per lasciarsi trasportare in un sogno proustiano e immaginare che anche la nostra casa si trasformi una dacha russa. Décors Barbares: The enchanting interios of Nathalie Farman-Farma (Vendome Press) è un invito ad aprire le porte dell’immaginazione seguendo l’esempio della textile designer Nathalie Farman-Farma. Nel libro ci conduce a esplorare il suo mondo fiorito dal cortocircuito tra Oriente e Occidente, che elabora in un’alchimia sapiente di pattern, nostalgia del passato e divagazioni russofile.

Miguel Flores-Vianna

Quando da ragazza si baloccava a Parigi nel negozio di Madeleine Castaing – autrice d’interni stravaganti come la casa di Jean Cocteau –, Farman-Farma era molto lontana dal pensare che, in qualche modo, l’interior design avrebbe fatto parte del suo futuro professionale. Decisivo è stato elaborare una propria visione: il matrimonio con Amir Farman-Farma, un consulente finanziario di nobili origini persiane, le ha aperto un universo di suggestioni inattese. «Ho cominciato ad amare i costumi dell’Asia Centrale e a riflettere su come il punto d’incontro tra Est e Ovest si trovi nei tessuti arrivati fino a noi» racconta la designer, che ha fatto di queste contaminazioni il leitmotiv del suo stile: «Persino il nome scelto per il mio marchio, Décors Barbares, si riferisce alla reazione dei parigini quando in città arrivarono i Balletti Russi: “barbari” li chiamavano».

Miguel Flores-Vianna

Molti dei tessuti che si trovano in collezione sono nati per arredare le sue case – dall’appartamento georgiano a Londra, alle dimore di famiglia in Connecticut e sul Lago Tahoe in California. Ne è venuta fuori una felice armonia di tappezzerie inghirlandate e mescolate alla massiccia mobilia della sua giovinezza, cornici Oxford alle pareti, armadi fitti di caftani, gioielli etnici e ricami antichi da cui prendere ispirazione. Ed è così che Farman-Farma ha fatto del suo gusto un vero e proprio business.

Ha fondato Décor Barbares nel 2010, dopo aver lavorato nel mondo dell’editoria e relativamente tardi nella vita
Da bambina ero innamorata della mitologia e sognavo di diventare un’archeologa alla ricerca della civiltà perduta di Atlantide. Andando avanti, mi sono messa a studiare Greco antico e etnografia. Non ho mai pensato che avrei fatto la designer, ma ora mi accorgo che i miei studi tornano utili nel designare i tessuti. Dopotutto sono sempre a caccia di tracce del passato che posso riportare in vita.

Miguel Flores-Vianna

Il filo conduttore del libro è il racconto delle molte connessioni nascoste nella storia dei tessuti; ci fa un esempio?
È stato illuminante quando ho notato che Léon Bakst dipingeva i costumi di scena per i Ballet Russes ispirandosi ai dipinti della dinastia Qajar in Iran. Nelle arti decorative basta scavare un poco per scoprire contaminazioni continue tra le culture, in particolare sulla Via della Seta: capire queste connessioni è fondamentale quando si vuole ricostruire un’atmosfera.

Che cosa ha formato il suo gusto?
Prima di tutto c’è l’amore per la grande letteratura francese e russa del XIX secolo. E poi i viaggi, specialmente in Russia e nei paesi del blocco sovietico. In particolare, mi è rimasta nel cuore la Georgia.

A proposito della leggendaria decoratrice Madeleine Castaing uno dei suoi punti di riferimento diceva che “una casa somiglia di più al suo proprietario di un ritratto”. È d’accordo?
Sono sempre d’accordo con Madeleine Castaing, ma devo aggiungere che una casa è anche la proiezione della vita che si vorrebbe vivere. Andando a trovare qualcuno in casa vediamo come vive, ma anche chi vorrebbe essere.

Miguel Flores-Vianna

Come si fa a mantenere la propria originalità?
È la parte che richiede lo sforzo maggiore nel processo creativo. Fondamentale individuare cosa ci rende diversi e prendersi il tempo per sognare.

Ci riveli cinque cose che sono per lei fonte d’ispirazione.
Le immagini della campagna russa e di vecchi personaggi di quelle parti che seguo su Instagram; le stanze piene di piante disegnate da Carl Larsson; i costumi tribali della Siberia; i dipinti di Édouard Vuillard e Pierre Bonnard.

Miguel Flores-Vianna

Se lei fosse un personaggio della letteratura chi vorrebbe essere?
La Sanseverina (da La Certosa di Parma di Stendhal), ma felicemente innamorata.

Quando sarà possibile tornare a viaggiare, dove vorrebbe andare?
Innanzitutto in Romania: percorrendola tutta dai Carpazi al Mar Nero.

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