Carte da parati eco-friendly
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I primi a cadere stregati dal fascino dell’Oriente furono facoltosi mercanti e viaggiatori occidentali, sulle tracce di un altrove che intrecciava esotismo e poesia. Preziosi pannelli laccati, porcellane finissime, tessuti arabescati, fogli dipinti a mano con magnolie, peonie, glicini e uccelli: è tra Settecento e Ottocento che i soggetti delle chinoiserie seducono l’Occidente, entrando nelle dimore aristocratiche più raffinate e sfarzose dell’epoca.

Nell’arco di qualche decennio, nascono aziende come Gracie, fondata a New York nel 1989 da Charles R. Gracie, che esportò negli Stati Uniti, e in particolare a Hollywood, la moda delle carte da parati di gusto orientale dipinte a mano. Negli anni ’20 questi sfarzosi scenari esotici impreziosirono il décor delle dimore in stile Hollywood Regency, che trovò un’interprete d’eccezione dell’interior designer Elsie de Wolfe, attrice e decoratrice d’interni statunitense il cui nome è entrato nel mito.

Altro punto di riferimento per il l’home décor ispirato all’Oriente è la firma de Gournay, che propone carte da parati dipinte a mano su carta Xuan ispirate alla millennaria tradizione cinese. Fra le tante vite delle chinoiseriee dei wallcoverings haute-couture -, c’è perfino la recente collaborazione del marchio de Gournay con lo stilista di origine canadese Erdem Moralioglu, direttore creativo del brand che porta il suo nome, i cui abiti floreali spopolano sui red red carpet. New entry 2020: una capsule collection dal tocco romantico, esotico, con un’allure decisamente contemporanea.

Non è da meno l’italia: artigianalità, design e gusto orientale caratterizzano i tessuti da parati di Misha (acronimo di Milano-Shanghai), il brand fondato dall’architetto Chiara Enrico che propone carte da parati in seta e carta lavorate secondo tecniche cinesi ultramillenarie. I soggetti, ancora una volta, guardano alle chinoiserie e alla grande tradizione figurativa giapponese.

Anche Maison più eclettiche come Designers Guild e Pierre Frey offrono collezioni di tessuti e carte da parati che richiamano il ricchissimo heritage orientale, in particolare per la primavera/estate 2020. Ecco quelle da non perdere, perfette dare un tocco di personalità alla casa con l’arrivo della bella stagione.

Un viaggio nel tempo

Paradisi floreali e scenari idilliaci: la linea Scenic Floreals di Gracie trasforma le pareti in giardini lussureggianti ispirati ai disegni cinesi del XVIII secolo. I modelli della collezione Japanese, invece, si ispirano ai soggetti più famosi delle stampe giapponesi.

GRACIE | Waves on Vinyl – Designer: Kevin Isbell. Photographer: Don Freeman.

All-over flowers

Un inno alla raffigurazione idilliaca della natura nelle carte da parati dipinte a mano della collezione “Chinoserie” firmata de Gournay. Dalla sinergia con lo stilista Erdem Moralioglu nasce una nuova linea di carte da parati e una capsule collection di abiti che ne riprendono i romantici motivi floreali.

De Gournay | Il disegno ‘Salon Vert’. Foto di Mariam Medvedeva.

Il fascino di terre lontane

Fiori di loto, peonie, magnolie, libellule, ma anche felci, pavoni, foglie di alocasia. La collezione China Classic di Misha, evoca la longeva tradizione del giardino cinese. Tutti i soggetti sono dipinti a mano secondo tecniche pittoriche del XVIII secolo. Motivi dallo stile orientale e ispirazioni rubate alla natura si incontrano nella linea Asia, dando vita a un eclettismo colto e raffinato.

MISHA | Spring Bamboo Garden dipinto a mano su seta Pure Silk.

Eden floreale

Nelle preziose tonalità celadon e giada, i modelli Kiyosumi Celadon, Yulan Magnolia e Shinsha Scene 2 di Designers Guild, trasformano le pareti in un eden floreale con un tocco romantico, tra delicate magnolie e fiori di ciliegio.

DESIGNERS GUILD – Yulan Magnolia.

Seduzioni d’Oriente

Un omaggio all’eclettismo della Maison Pierre Frey, la collezione Rêveries Orientales si rivela come un’oasi nel cuore di un Oriente sognato, tra preziosi arabeschi bizantini e fiori di tappeti ottomani.

Dalla collezione Rêveries Orientales di Pierre Frey.

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