I consigli dell’illustratrice Irene Cavalchini per sprigionare creatività in isolamento
I consigli dell’illustratrice Irene Cavalchini per sprigionare creatività in isolamento
I consigli dell’illustratrice Irene Cavalchini per sprigionare creatività in isolamento
I consigli dell’illustratrice Irene Cavalchini per sprigionare creatività in isolamento
I consigli dell’illustratrice Irene Cavalchini per sprigionare creatività in isolamento
I consigli dell’illustratrice Irene Cavalchini per sprigionare creatività in isolamento
I consigli dell’illustratrice Irene Cavalchini per sprigionare creatività in isolamento
I consigli dell’illustratrice Irene Cavalchini per sprigionare creatività in isolamento
I consigli dell’illustratrice Irene Cavalchini per sprigionare creatività in isolamento
I consigli dell’illustratrice Irene Cavalchini per sprigionare creatività in isolamento
I consigli dell’illustratrice Irene Cavalchini per sprigionare creatività in isolamento
I consigli dell’illustratrice Irene Cavalchini per sprigionare creatività in isolamento
I consigli dell’illustratrice Irene Cavalchini per sprigionare creatività in isolamento
I consigli dell’illustratrice Irene Cavalchini per sprigionare creatività in isolamento
I consigli dell’illustratrice Irene Cavalchini per sprigionare creatività in isolamento
I consigli dell’illustratrice Irene Cavalchini per sprigionare creatività in isolamento

Fermare l’attimo e catturare un ricordo possono sembrare in fondo alla lista dei pensieri in tempo di emergenza sanitaria, ma quando – in un futuro si spera prossimo – le lancette dell’orologio torneranno a scandire ritmi “normali” potrà essere utile, persino salutare, abbracciare questi momenti, invece di cancellarli. In questi mesi il calendario continua a segnare compleanni, anniversari e ricorrenze, ma anche la quotidianità sottosopra dell’isolamento può diventare qualcosa d’altro, di creativo, di significativo e persino di memorabile. Lo spiega il regista Daniele Santonicola, che da dieci anni si è specializzato in backstage, per il grande e piccolo schermo (tra cui il film e le tre stagioni di Suburra) e di commercial con celebrity mondiali come Cindy Crawford, Patrick Dempsey e Monica Bellucci. Laureato al DAMS in cinema, ha ottenuto una borsa di studio alla UCLA di Los Angeles, ma ha iniziato la carriera dirigendo cortometraggi all’età di 15 anni. Campano d’origine, romano d’adozione, attualmente sta lavorando da casa nella post-produzione dei suoi lavori, anche se “il settore dell’audiovisivo – dice – che in questo momento ci sta nutrendo con serie e film in streaming è fermo e rischia a breve di non poterlo più fare. Ecco perché mai come in questo momento bisogna conservare una memoria visiva”.

PRONTO, CHI VIDEOCHIAMA?
«Il primo effetto di questa necessità – continua l’esperto – si manifesta nell’incremento delle videochiamate ai nostri cari. Un paradosso, a pensarci, visto che prima non era diffuso affatto e si preferiva parlare a voce o su Whatsapp. Esiste un luogo fisico in questa memoria, una volta chiusa la chiamata (ad esempio su Skype), per poterla conservare. Parlo anche per esperienza: il 19 aprile mia nonna Lucia compie 90 anni e per festeggiarla i nipoti hanno organizzato una videochat e ognuno spegne a casa sua una candelina in contemporanea. Ecco perché gli artisti si sono mobilitati per imprimere nei video i ricordi di questo periodo, dagli incontri virtuali ai consigli di ordine pratico. E Gabriele Muccino infatti ha lanciato un appello per collezionare le testimonianze delle persone in questo periodo».

LA PASSEGGIATA VIDEOLUDICA
«L’idea del famoso Youtuber TheyCallMeConor di creare Drive across the map, ad esempio, permette ad un alter ego virtuale di compiere in auto, a nuoto o a piedi, una passeggiata videoludica ossia di percorrere l’intera mappa di un videogame come attività nostalgica, ma al tempo stesso come possibilità di entrare in uno spazio virtuale e infinito. Si tratta di un escamotage per sperimentare, qualcosa di diverso per uscire metaforicamente dall’isolamento».

UN VIDEO-DIARIO O TIME LAPSE
«Le nostre relazioni cambiate – continua Daniele Santonicola  – possono essere impresse nella memoria e registrate in un video-diario, ad esempio. Permette, infatti, una nuova scansione quotidiana. Si può anche realizzare qualcosa a livello simbolico: per esempio l’iPhone consente la funzione time lapse, che consiste nel tener ferma l’inquadratura per ottenere un fotogramma ogni trenta secondi. Ne basterebbe uno al giorno, ad esempio, durante questo periodo, di una pianta o di un fiore. Alla fine dell’isolamento sarà chiaro come la natura continua a produrre bellezza e a cambiare, ricordandoci che i giorni sono andati avanti, anche se a noi forse attualmente sembrano tutti uguali».

I VIDEO-RICORDI
«Non bisogna essere professionisti del mestiere – rassicura il regista – per creare video-ricordi. Esistono app e programmi online gratuiti e facili da usare che permettono di montare ad esempio un gruppo di foto intervallati con musica o parole, per dare sfogo alla creatività. Non solo si cristallizzano le memorie passate ma anche quelle legate al presente, perché questo periodo va raccontato, anche per esorcizzare inquietudini. Merita di essere comunque speciale perché non è un buco, un vuoto, un angolo nero della nostra vita. Per farlo, possiamo scegliere il modo che preferiamo, dal racconto delle memorie agli anziani che vivono in casa nostra e magari hanno attraversato guerre, eruzioni o terremoti. Realizzare dei mini-progetti ci offre un obiettivo concreto ma anche il controllo su qualcosa, due aspetti che di questi tempi ci vengono sottratti».

UN BACKSTAGE FAI DA TE
«La regola d’oro per la realizzazione di un backstage richiede di essere presente, anche tra molta gente, ma restando invisibili. Prima di iniziare bisogna però tener conto di cosa si vuole raccontare, ad esempio la crescita di un neonato o i nuovi riti casalinghi. Mai, però, esercitare pressioni verso gli altri oppure obbligarli a fare qualcosa sotto una regia esplicita. L’idea è di avere sempre lo smartphone acceso e a portata di mano, per essere pronti a cogliere qualcosa d’inatteso».

UNA GO-PRO VERSIONE CASALINGA
«La camera go-pro è di solito usata su un set per un inseguimento, ad esempio, ma nella versione casalinga può essere posizionata addosso ad un familiare (come il cappellino di un bambino) o a se stessi per raccontare la storia da uno specifico punto di vista, con riprese in soggettiva».

TUTTI INSIEME, A DISTANZA
“Quest’idea può coinvolgere anche gli amici, ma sempre a distanza, chiedendo loro ad esempio dei mini-video di 15 secondi utilizzabili per le stories di Instagram in modo da diventare un piccolo collage di ricordi collettivi, in questa nuova normalità. Lo stesso principio è alla base ad esempio della visione collettiva chiamata Netflix Party, che può essere riadattata in versione domestica per riguardare, ad esempio, i video delle vacanze o addirittura i filmini di un tempo».

GLI ARTISTI E NOI
«Online in questo periodo vediamo molti  esperimenti anche da parte degli artisti. C’è chi come l’attore Lorenzo Balducci ricrea gli stati d’animo sul balcone di casa con montaggi di se stesso e chi come i The Jackal coinvolge il cast di Gomorra per strappare una risata, infondere speranza e ottimismo, con una leggerezza oggi più che mai necessaria. Possiamo chiamarlo edutainment, ossia intrattenimento con uno scopo didattico-educativo, e coinvolgere ad esempio i piccoli di casa come mini-cronisti del nostro TG casalingo da mandare magari ai parenti su Whatsapp, come una sorta di cronaca familiare per sentirsi più vicini. Non a caso nei reparti di terapia intensiva i malati chiedono agli infermieri di vedere in video i loro cari, perché non sanno se li potranno riabbracciare presto. Questo gesto permette concretamente di alleviare la solitudine».

LA MEMORIA AUDIOVISIVA
«In conclusione, la memoria audiovisiva – spiega l’esperto – non è solo un passatempo. Il video è movimento e il movimento è vita. Serve per ricordarci quello scorrere del tempo che non riusciamo a notare, in un momento in cui ci sembra di essere fermi. E rappresenta una spinta verso il futuro, fungendo da potentissimo antistress. Ora che tutto ci sembra azzerato possiamo ricordare di usare questo mezzo potentissimo per ritrovare un senso e guarire, se non in senso medico, almeno in senso emotivo, come balsamo dell’anima».

 

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